La
giusta attenzione
Così ho
udito: "Riguardo ai fattori interni, non vedo nessun altro
singolo fattore come la giusta attenzione che sia così
importante
nell'addestramento di un praticante che non abbia ancora
raggiunto la meta del cuore, ma sia intento al suo
conseguimento. Il praticante lascia perdere ciò che non è
utile e sviluppa ciò che è utile. La giusta attenzione è la
qualità del praticante in addestramento: nient'altro è così
importante per il raggiungimento dell'obiettivo supremo. Il
praticante, con il giusto sforzo, raggiunge la fine dello
sforzo.
(Itivuttaka, I, 16)
La
prima nobile Verita'
E
qual è, dunque, la nobile verità del dolore? La nascita è
dolore; la morte è dolore; il dispiacere, il lamento, il
dolore, l'angoscia e la disperazione sono dolore; essere uniti a
ciò che si detesta, essere separati da ciò che si ama, non
ottenere ciò che si desidera è dolore; in breve, tutt'e
cinque le componenti del nostro essere sono dolore.
(Samyutta Nikaya)

Odio
e amore
L'odio
non cessa con l'odio, in nessun tempo; l'odio cessa con l'amore:
questa è la legge eterna.
(Dhammapada I, 5

Gli
svantaggi della rabbia
Monaci,
alla persona che s'arrabbia accadono sette cose che fanno
godere i suoi nemici. Quali sono queste sette cose?
Ecco, monaci, un nemico desidera:
"Che
sia brutto". Perche'? Nessuno e' contento della bellezza
del proprio nemico. Ora, quando una persona e' preda dell'ira,
e' arrabbiata, infuriata, potra' anche essere ben lavata e
profumata, con la barba fatta e i capelli ben pettinati, ed
essere ben vestita, eppure e' brutta proprio perche' in preda
alla rabbia.
Questa
e' la prima cosa che fa godere il nemico che capita alla persona
che s'arrabbia, uomo o donna che sia.
E poi un nemico desidera questo:
"Che
dorma male". Perche'? Nessuno e' contento di sapere che il
proprio nemico dorme bene. Ora, quando una persona e' in preda
alla rabbia, e' adirata, infuriata, potra' anche giacere su un
letto morbido, confortevole e ben fornito di lenzuola, coperte e
piumini, di morbidi cuscini per il capo e per i piedi, eppure
dorme male proprio perche' preda dell'ira.
Questa
e' la seconda cosa che fa godere il nemico che capita alla
persona che s'arrabbia, uomo o donna che sia.
E poi un nemico desidera questo:
"Che
stia male". Perche'? Nessuno e' contento di sapere che il
proprio nemico sta bene. Ora, quando una persona e' in preda
alla rabbia, e' adirata, infuriata, scambia bene per male e male
per bene e, perdendo la ragione, fa solo del male a se' stesso
proprio perche' preda dell'ira.
Questa
e' la terza cosa che fa godere il nemico che capita alla persona
che s'arrabbia, uomo o donna che sia.
E poi un nemico desidera questo:
"Che
vada in malora". Perche'? Nessuno e' contento di sapere che
il proprio nemico prospera. Ora, quando una persona e' in preda
alla rabbia, e' adirata, infuriata, anche se ha dei beni
guadagnati onestamente e legalmente, col lavoro,
coll'intelligenza
e col sudore della fronte, tuttavia li mette a repentaglio col
suo
comportamento dettato dalla rabbia.
Questa
e' la quarta cosa che fa
godere il nemico che capita alla persona che s'arrabbia, uomo o
donna che sia.
E poi un nemico desidera questo:
"Che
non abbia successo". Perche'? Nessuno e' contento di sapere
che il proprio nemico ha successo. Ora, quando una persona e' in
preda alla rabbia, e' arrabbiata, infuriata, rischia di perdere
la posizione tanto difficilmente acquisita proprio a causa del
suo comportamento dettato dalla rabbia. Questa e' la quinta
cosa che fa godere il nemico che capita alla persona che
s'arrabbia, uomo o donna che sia.
E poi un nemico desidera questo:
"Che
non abbia amici". Perche'? Nessuno e' contento di sapere
che il proprio nemico ha degli amici. Ora, quando una persona e'
in preda alla rabbia, e' adirata, infuriata, i suoi stessi
familiari, parenti e amici lo sfuggono, proprio a causa del suo
comportamento dettato dalla rabbia. Questa e' la sesta cosa
cosa che fa godere il nemico che capita alla persona che
s'arrabbia, uomo o donna che sia.
E poi un nemico desidera questo:
"Che
vada all'inferno". Perche'? Nessuno e' contento di sapere
che il proprio nemico ha un destino felice. Ora, quando una
persona e' in preda alla rabbia, e' adirata, cosi' alla
dissoluzione del corpo, dopo la morte, riapparira' in uno stato
di abiezione, in una condizione infelice, di perdizione, magari
proprio all'inferno; e questo perche' e' stato preda della
rabbia.
Questa e' la settima cosa che fa godere il nemico che capita
alla
persona che s'arrabbia, uomo o donna che sia.
[Anguttara-Nikaya,Sattaka-nipata,60]
Neppure
gli dei
Per
colui chi non ha nascosti, rancorosi pensieri, che è andato
oltre l'essere qualcuno, il diventare questo o quello, quel
tale è libero da timore e beato e neppure gli dei possono
scuotere tale serenità.
(Udana Sutta)

Una
luce
Che
motivo c'è di ridere, d'essere contenti, quando tutto il mondo
brucia? Avvolti dall'oscurità, non cerchereste una luce?
(Dhammapada,146)

Abilita'
rovinosa
Un
giovane monaco che aveva preso l'abitudine di divertirsi tirando
sassi con la fionda, un giorno colpì accidentalmente un
realizzato,
uccidendolo all'istante. La conseguenza di quest'azione
malaccorta fu che rinacque come spirito tormentato. Riferendosi
alla sua abilità di tiratore, il Buddha osservò che la
conoscenza senza retta intenzione produce rovina:
«Lo stolto acquista conoscenza e fama solo per rovinarsi, perché
queste cose distruggono la sua buona sorte e gli spaccano la
testa.
Continui pure lo stolto a desiderare una vana reputazione,
precedenza tra i praticanti, autorità nel monastero e
venerazione tra la gente!».
(Dhammapada 72, 73)

Age
quod agis
Inoltre,
o monaci, quando un monaco cammina, si rende conto: "Sto
camminando"; quando è fermo, si rende conto: "Sono
fermo"; quando è seduto, si rende conto: "Sono
seduto"; quando è disteso, si rende conto: "Sono
disteso".
E
se a una cosa o all'altra si applica col suo corpo, egli si
rende perfettamente conto di ciò che accade. Che vada o che
venga, egli è cosciente di ciò che sta facendo; che guardi o
distolga lo sguardo, egli è cosciente di ciò che sta facendo;
che si
chini o si alzi, egli si rende conto di ciò che sta facendo.
(Mahasatipatthana-sutta)

Come
un gong crepato
Se
ti ridurrai al silenzio come un gong crepato, allora avrai
raggiunto la cessazione: in te non si troverà violenza
alcuna.
(Dhammapada, 134)

Non
accontentarti del vecchio
Non
accontentarti del vecchio, non eccitarti per il nuovo. Non
addolorarti per ciò che hai perso e non farti controllare dal
desiderio.
(Sutta-nipata)

Mille
volte mille
Più
grande in battaglia di chi sconfigge mille volte mille nemici
è
colui che ne vince uno solo: se stesso.
(Dhammapada,
103)

Cento
elefanti
Cento
elefanti, cento cavalli, cento carri trainati dai muli,
centomila vergini adornate d'oro e brillanti non valgono un
sedicesimo d'un solo passo avanti. Va' avanti, uomo! Va'
avanti! E' meglio avanzare che retrocedere!
(Samyutta Nikaya X, 8)

Come
un nemico
Gli
sciocchi, privi di comprendonio, vanno con se stessi come con un nemico,
commettendo cattive azioni che portano loro frutti amari.
(Dhammapada, 66)
