Buddhismo e Meditazione

Raccolta di Testi, Documenti e Insegnamenti dei Maestri Buddhisti

Pagina iniziale Home Insegnamenti dei Maestri Meditazione
Aforismi e frasi Immagini Note Link

 

 

  Aforismi e frasi del Buddha 

Traduzioni originali controllate su testi originali da Flavio Pelliconi: 

http://www.risveglio.net/ 

INDICE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INDICE

Il cigno Hamsah

La giusta attenzione

La prima nobile Verita'

Odio e amore 

Gli svantaggi della rabbia

Neppure gli dei

Una luce

Abilita' rovinosa 

Age quod agis 

Come un gong crepato

Non accontentarti del vecchio

Mille volte mille

Cento elefanti

Come un nemico

Cinque cose da ricordare

Aggrappati agli appigli

Amici eccellenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cigno Hamsah

Come un uccello che ha lasciato la macchia per prendere 

dimora nel bosco dai molti frutti, così pure io,

avendo abbandonato uomini dalle vedute ristrette, 

ho raggiunto il grande mare, simile al cigno Hamsa.

(Suttanipata V, 18)

Ndt: Allude verosimilmente al mito vedico del Cigno, tra le cui ali
plana il respiro del Brahman. Il nome stesso del cigno, Hamsah, allude
ai due movimenti respiratorî, l'inspirazione (ham) e l'espirazione (sah)

 

La giusta attenzione  

Così ho udito: "Riguardo ai fattori interni, non vedo nessun altro
singolo fattore come la giusta attenzione che sia così importante
nell'addestramento di un praticante che non abbia ancora raggiunto la meta del cuore, ma sia intento al suo conseguimento. Il praticante lascia perdere ciò che non è utile e sviluppa ciò che è utile. La giusta attenzione è la qualità del praticante in addestramento: nient'altro è così importante per il raggiungimento dell'obiettivo supremo. Il praticante, con il giusto sforzo, raggiunge la fine dello sforzo.

(Itivuttaka, I, 16)

 

 

La prima nobile Verita'  

E qual è, dunque, la nobile verità del dolore? La nascita è dolore; la morte è dolore; il dispiacere, il lamento, il dolore, l'angoscia e la disperazione sono dolore; essere uniti a ciò che si detesta, essere separati da ciò che si ama, non ottenere ciò che si desidera è dolore; in breve, tutt'e cinque le componenti del nostro essere sono dolore.

(Samyutta Nikaya)

Odio e amore 

L'odio non cessa con l'odio, in nessun tempo; l'odio cessa con l'amore:
questa è la legge eterna.

(Dhammapada I, 5

Gli svantaggi della rabbia 

Monaci, alla persona che s'arrabbia accadono sette cose che fanno
godere i suoi nemici. Quali sono queste sette cose?

Ecco, monaci, un nemico desidera: 

"Che sia brutto". Perche'? Nessuno e' contento della bellezza del proprio nemico. Ora, quando una persona e' preda dell'ira, e' arrabbiata, infuriata, potra' anche essere ben lavata e profumata, con la barba fatta e i capelli ben pettinati, ed essere ben vestita, eppure e' brutta proprio perche' in preda alla rabbia. 

Questa e' la prima cosa che fa godere il nemico che capita alla persona che s'arrabbia, uomo o donna che sia.

E poi un nemico desidera questo: 

"Che dorma male". Perche'? Nessuno e' contento di sapere che il proprio nemico dorme bene. Ora, quando una persona e' in preda alla rabbia, e' adirata, infuriata, potra' anche giacere su un letto morbido, confortevole e ben fornito di lenzuola, coperte e piumini, di morbidi cuscini per il capo e per i piedi, eppure dorme male proprio perche' preda dell'ira. 

Questa e' la seconda cosa che fa godere il nemico che capita alla persona che s'arrabbia, uomo o donna che sia.

E poi un nemico desidera questo: 

"Che stia male". Perche'? Nessuno e' contento di sapere che il proprio nemico sta bene. Ora, quando una persona e' in preda alla rabbia, e' adirata, infuriata, scambia bene per male e male per bene e, perdendo la ragione, fa solo del male a se' stesso proprio perche' preda dell'ira. 

Questa e' la terza cosa che fa godere il nemico che capita alla persona che s'arrabbia, uomo o donna che sia.

E poi un nemico desidera questo:

"Che vada in malora". Perche'? Nessuno e' contento di sapere che il proprio nemico prospera. Ora, quando una persona e' in preda alla rabbia, e' adirata, infuriata, anche se ha dei beni guadagnati onestamente e legalmente, col lavoro, coll'intelligenza
e col sudore della fronte, tuttavia li mette a repentaglio col suo
comportamento dettato dalla rabbia. 

Questa e' la quarta cosa che fa
godere il nemico che capita alla persona che s'arrabbia, uomo o donna che sia.

E poi un nemico desidera questo: 

"Che non abbia successo". Perche'? Nessuno e' contento di sapere che il proprio nemico ha successo. Ora, quando una persona e' in preda alla rabbia, e' arrabbiata, infuriata, rischia di perdere la posizione tanto difficilmente acquisita proprio a causa del suo comportamento dettato dalla rabbia. Questa e' la quinta
cosa che fa godere il nemico che capita alla persona che s'arrabbia, uomo o donna che sia.

E poi un nemico desidera questo: 

"Che non abbia amici". Perche'? Nessuno e' contento di sapere che il proprio nemico ha degli amici. Ora, quando una persona e' in preda alla rabbia, e' adirata, infuriata, i suoi stessi familiari, parenti e amici lo sfuggono, proprio a causa del suo comportamento dettato dalla rabbia. Questa e' la sesta cosa
cosa che fa godere il nemico che capita alla persona che s'arrabbia, uomo o donna che sia.

E poi un nemico desidera questo: 

"Che vada all'inferno". Perche'? Nessuno e' contento di sapere che il proprio nemico ha un destino felice. Ora, quando una persona e' in preda alla rabbia, e' adirata, cosi' alla dissoluzione del corpo, dopo la morte, riapparira' in uno stato di abiezione, in una condizione infelice, di perdizione, magari proprio all'inferno; e questo perche' e' stato preda della rabbia.
Questa e' la settima cosa che fa godere il nemico che capita alla
persona che s'arrabbia, uomo o donna che sia.

[Anguttara-Nikaya,Sattaka-nipata,60]                        

Neppure gli dei    

Per colui chi non ha nascosti, rancorosi pensieri, che è andato oltre l'essere qualcuno, il diventare questo o quello, quel tale è libero da timore e beato e neppure gli dei possono scuotere tale serenità.

(Udana Sutta)



Una luce


Che motivo c'è di ridere, d'essere contenti, quando tutto il mondo 
brucia? Avvolti dall'oscurità, non cerchereste una luce?

(Dhammapada,146)

Abilita' rovinosa 

Un giovane monaco che aveva preso l'abitudine di divertirsi tirando
sassi con la fionda, un giorno colpì accidentalmente un realizzato,
uccidendolo all'istante. La conseguenza di quest'azione malaccorta fu che rinacque come spirito tormentato. Riferendosi alla sua abilità di tiratore, il Buddha osservò che la conoscenza senza retta intenzione produce rovina:
«Lo stolto acquista conoscenza e fama solo per rovinarsi, perché queste cose distruggono la sua buona sorte e gli spaccano la testa.
Continui pure lo stolto a desiderare una vana reputazione, precedenza tra i praticanti, autorità nel monastero e venerazione tra la gente!».

(Dhammapada 72, 73) 

Age quod agis 

Inoltre, o monaci, quando un monaco cammina, si rende conto: "Sto camminando"; quando è fermo, si rende conto: "Sono fermo"; quando è seduto, si rende conto: "Sono seduto"; quando è disteso, si rende conto: "Sono disteso". 

E se a una cosa o all'altra si applica col suo corpo, egli si rende perfettamente conto di ciò che accade. Che vada o che venga, egli è cosciente di ciò che sta facendo; che guardi o distolga lo sguardo, egli è cosciente di ciò che sta facendo; che si
chini o si alzi, egli si rende conto di ciò che sta facendo.

(Mahasatipatthana-sutta)

Come un gong crepato

Se ti ridurrai al silenzio come un gong crepato, allora avrai raggiunto la cessazione: in te non si troverà violenza alcuna.

(Dhammapada, 134)

Non accontentarti del vecchio

Non accontentarti del vecchio, non eccitarti per il nuovo. Non 
addolorarti per ciò che hai perso e non farti controllare dal 
desiderio.

(Sutta-nipata)

Mille volte mille

Più grande in battaglia di chi sconfigge mille volte mille nemici è 
colui che ne vince uno solo: se stesso.

(
Dhammapada, 103)

Cento elefanti

Cento elefanti, cento cavalli, cento carri trainati dai muli, centomila vergini adornate d'oro e brillanti non valgono un sedicesimo d'un solo passo avanti. Va' avanti, uomo! Va' avanti! E' meglio avanzare che retrocedere!

(Samyutta Nikaya X, 8)

Come un nemico

Gli sciocchi, privi di comprendonio, vanno con se stessi come con un nemico, commettendo cattive azioni che portano loro frutti amari.

(Dhammapada, 66)

Cinque cose da ricordare

Cinque cose sono state ben insegnate da quel beato che sa e vede, da quel puro, risvegliato perfettamente da se stesso, ovvero le cose che tutte le persone, donne e uomini, monaci e laici, dovrebbero ricordare ogni giorno. 

Quali cinque cose? 

1) La mia natura è di decadere: io non
sono esente dalla decadenza. 

2) La mia natura è d'essere soggetto a
malattia: io non sono immune dalle malattie. 

3) La mia natura è di
dover morire: io non sono immune dalla morte. 

4) Tutto quel che ho, che
mi è caro e fonte di piacere, cambierà e sparirà. 

5) Io sono il padrone
delle mie azioni, l'erede delle mie azioni, originato dalle mie azioni, dipendente dalle mie azioni, vivo sostentandomi con le mie azioni. Di qualunque azione compia, buona o cattiva che sia, sarò io ad ereditare il frutto.

(Anguttara Nikaya, V, 57)

Aggrappati agli appigli 

Aggrappati ai piaceri dei sensi, ai legami carnali, non vedendo niente di male nelle contaminazioni, coloro che s'aggrappano agli appigli non riusciranno mai ad attraversare un'inondazione tanto larga e vasta.

(Udana)

Amici eccellenti

Colà sedutosi, il venerabile Ananda disse al Sublime: "La metà di questa santa vita, signore, consiste nell'aver buoni e nobili amici, accompagnarsi ai buoni, associarsi coi buoni". 

"Non dir così, Ananda. Non dir così. In quest'amicizia, nell'accompagnarsi ai buoni e associarsi coi buoni consiste tutta questa santa vita". Quando un monaco ha persone eccellenti come amici, compagni e camerati, è prevedibile che sviluppi e persegua il nobile ottuplice sentiero".

(Samyutta Nikaya, XLV.2, Upaddha Sutta)